Se gli uccelli conoscessero il grano*…
Se non ci fosse stata l’evoluzione della specie umana, sicuramente saremmo rimasti all’era della pietra, la maggior parte di noi è restio ai cambiamenti, il nuovo ci spaventa come l’ho è stato il fuoco per i nostri antenati, successivamente adoperato perché utile all’arco vitale.
Esagerando potremmo usare questo esempio come introduzione a ciò che accade nella ristorazione, e non solo, la Puglia rappresenta la seconda Regione dopo la Sardegna in consumi di birra, questo conferma che ci sono più bevitori o più consumo procapite, nell’uno e nell’altro caso percentualmente parlando aumenterebbe le probabilità di trovare più cultori della birra, invece no! questo parallelo non esiste, abbiamo in Puglia più bevitori che estimatori di birra, questo è un dato di fatto tangibile, facilmente dimostrabile in mille modi, uno più di tutti, che emotivamente mi prende, è la scarsa considerazione della birra da parte dei ristoratori o loro Chef.
La convinzione è atavica, la birra è vista come una bibita non adatta ad accompagnare un pasto, ad esserne più convinti sono i ristoratori del Sud Italia, basta consultare il sito www.jre.it per rendersi conto della situazione con: un solo ristorante in Puglia, due in Sicilia e sei in Campania, che hanno aderito alla Jeunes Restaurateurs d’Europe, mentre il Molise la Basilicata e la Calabria nessuno.
La Jeunes Restaurateurs d’Europe è la sola associazione dove gli Chef iscritti sposano una filosofia di tutt’altro spessore, nessun prodotto viene emarginato, ma esaltato per le sue tradizioni culinarie, caratteristiche del prodotto e le proprietà organolettiche. Gli Chef della Jeunes Restaurateurs d’Europe hanno dimostrato in più occasioni come la birra entra in cucina da ingrediente ed esce come abbinamento alle pietanze, passando da un percorso di entusiasmanti sensazioni.
Quando i ristoratori metteranno fine a questa discriminazione tra birra e vino tutti avremo la libertà di poter scegliere cosa mangiare e cosa bere ovunque ci troviamo. Per meglio far comprendere come stanno le cose riporto ancora una volta dei dati pubblicati da Assobirra: “I numeri parlano chiaro: secondo l'indagine Makno-AssoBirra "Gli italiani e la birra 2009", dopo un lungo testa a testa, al ristorante quest'anno la birra ha sorpassato il vino (42% contro 39%) come bevanda regina dei pasti fuori casa del week end e dei giorni di festa. E 2 italiani su 3 (65,6%) tra i 18 e i 44 anni - quelli che rappresentano i maggiori consumatori di birra, ma anche la fascia di età che va più spesso al ristorante -si dicono interessati a trovare una carta delle birre nei ristoranti. Mentre in 2 milioni rivelano che "dove vado c'è già"... Un sondaggio effettuato da AssoBirra interpellando 300 chef europei aderenti ai Jeunes Restaurateurs d'Europe completa il quadro di questa rivoluzione culturale, offrendoci il punto di vista dei ristoratori italiani. Scopriamo che 2 chef italiani su 10 stanno aumentando la loro offerta di birra. E che 2 su 3 (il 67%), nel proporre un menù o un piatto, consigliano, spesso o a volte, alla clientela abbinamenti con la birra. E solo l'1% considera la birra inadatta al proprio stile di cucina”.
…*non ne lascerebbero un chicco.
Morale: se gli uomini fossero a conoscenza di tutti i benefici che la vita offre, ne approfitterebbero sempre.
Il presidente MITB
Franco Giarrusso