Da Varese news: lettere al direttore.
E’ un pomeriggio di una domenica come le altre, fredde e grigie e decido con mia moglie di andare una olata al centro commerciale di Gavirate per comprare giusto due cose per la serata.
Dopo un ora di spintoni, spallate e imprecazioni, con il pensiero fisso del tipo “giuro che questa è l’ultima volta…” usciamo e ci incamminiamo verso il parcheggio. Noto sulla mia destra un ragazzino (giuro avrà avuto si e no dodici anni) con una maglietta a maniche corte insieme a due bambini ancora più piccoli (nove/dieci anni).
Mentre mi chiedevo se non avesse freddo ecco che mi arriva un pugno nello stomaco. Si, proprio un pugno, perché quel ragazzino si stava scolando una bottiglia di birra…..
Sia io che mia moglie rimaniamo impietriti e, smarriti ci guardiamo in giro per vedere se lì vicino c’erano i genitori. Niente. Confesso che avrei voluto fare qualcosa, ma cosa? Sgridarlo? Chiedergli dove erano i suoi genitori?Avvisare i vigili o i carabinieri? Ma cosa cavolo ci fanno tre bambini in giro da soli la domenica in un centro commerciale?…Ma dove cavolo sono i loro genitori?!
Alla fine purtroppo ce ne siamo andati via, come tutti gli altri, facendo finta di non vedere,nella completa e triste indifferenza,ma con il grande rimorso di non aver saputo cosa fare.
E ancora adesso sto male.
3/01/2011
Mi sforzo di capire l’imbarazzo dei coniugi e le risposte che avrebbero voluto trovare e che non hanno trovato.
Certo è evidente la irresponsabilità dei genitori, di lasciare liberi ragazzi di quella età, ma trovo più grave la resa adottata dai coniugi.
Le forze dell’ordine andavano sicuramente avvisate, ma non per reprimere i ragazzi, ma per punire colui che ha avuto la irresponsabilità di somministrare la bevanda alcolica.
“DIRE” è più facile che “ FARE”, ma se continuiamo solo a porci domande, se ci facciamo assalire dai dubbi, le situazioni, soprattutto quelle indegne, scorreranno sotto i nostri occhi senza che nessuno senta il dovere civico di intervenire.
Invito tutti a contribuire alla tutela dei più giovani, facili prede di non pochi disonesti e arrivisti somministratori di bevande alcoliche, che dovrebbero per professionalità di lavoro essere i primi tutori dei consumatori.
Franco Giarrusso
Presidente MITB

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