19 settembre 2011
Il 20 aprile 2005 ho presentato alle Istituzioni locali e ai Presidenti delle Associazioni Sportive di Lucera il libretto “Birra salute e sport”.
L’idea di scrivere questo libretto era partita circa un anno prima, il 30 agosto 2004, in occasione della maratona “Stralucerina” dove il MITB partecipò alla manifestazione, organizzando una postazione ristoro (dopo gara) a base di birra, rifacendosi alle usanze degli antichi Greci, che durante tutto lo svolgimento dei giochi olimpici, per i quali era previsto, oltre al bando delle armi, anche quello del vino, con la sola eccezione del consumo della birra.
Purtroppo la postazione fu vista, dalla maggior parte degli spettatori, fuori tema, mentre per gli atleti giunti da più parti del centro-nord Italia, fu apprezzata la presenza della salubre bevanda, della quale avevano già avuto modo di trovarla, come integratore nutritivo dopo gara, in altre manifestazioni nazionali e internazionali.
Questo riscontro rafforzò ancora di più le mie convinzioni, al punto di scrivere qualcosa che non osannasse a tutti i costi la birra, ma cercare di farla uscire dai luoghi comuni, nel rispetto della giusta quantità.
Dopo cinque anni, mi conforta di leggere articoli come questo, di seguito riportato:
24 Agosto 2011 ore 17:27
Salute. Fitness: il segreto del maratoneta? Birra analcolica come “coach”.
Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) – Correre a perdifiato per 42 chilometri e 195 metri.
Poco più di due ore e mezzo per i professionisti della specialità. Dalle tre alle cinque ore per gli amatori o appassionati. Con centinaia di calorie consumate, duri allenamenti e tanta fatica. Ora un nuovo studio svela come la birra – purché alcol-free – possa rappresentare un vero “coach” per i corridori, in grado di aiutarli a recuperare le forze e ad aumentare le prestazioni.
Anche se alcune proprietà dissetanti della bevanda erano già conosciute tra gli atleti, ora un gruppo di ricercatori tedeschi svela come la birra analcolica possa essere un “elisir” naturale per battere il cronometro. E non solo. La corsa, lo sa chi la pratica, è un esercizio estenuante che può anche indebolire il sistema immunitario, rendendo l’organismo vulnerabile a raffreddori e altre malattie. Ebbene, i ricercatori della Technical University di Monaco (Germania), in uno studio pubblicato sulla rivista “Medicine & Science in Sports & Exercise” hanno osservato che, soprattutto nelle settimane dopo la maratona, chi aveva bevuto birra analcolica durante la preparazione ha riportato un’incidenza di infezioni alle alte vie respiratorie 3,25 volte più bassa rispetto a chi non ha consumato la birra.
Lo studio ha anche rilevato una bassa aggressività delle eventuali infiammazioni e una migliore salute complessiva del sistema immunitario. Per lo studio i ricercatori si sono avvalsi della collaborazione di atleti maschi quarantenni, che si stavano preparando per la maratona di Monaco. Un gruppo è stato incoraggiato a bere una notevole quantità di birra analcolica, da un litro a un litro e mezzo (due o tre pinte), per tre settimane prima dell’inizio della gara e per due settimane successive.
A un altro gruppo è stata “prescritta” la quantità equivalente di un liquido placebo. I corridori che si erano “allenati” bevendo birra analcolica hanno riportato un’incidenza di malattie 3,25 volte più bassa rispetto ai compagni che hanno bevuto il placebo. “Se un maratoneta – afferma Johannes Scherr, autore della ricerca – avverte meno dolori e infiammazioni dopo una corsa, e non sviluppa ad esempio un raffreddore, può recuperare e tornare ad allenarsi più velocemente. Inoltre – prosegue – si può ipotizzare anche che chi consuma la birra possa aumentare le frequenze dell’allenamento”. Ma perché gli scienziati raccomandano proprio la birra con “tasso 0”? Secondo lo studio, le virtù della birra dipendono dalla “ricchezza di polifenoli contenuti nel distillato dell’orzo. Sostanze chimiche che – precisano gli scienziati – influenzano positivamente il sistema immunitario”. E’ chiaro che lo svantaggio della birra alcolica è proprio il tasso alcolico. “Non sappiamo – sottolineano i ricercatori – se gli effetti collaterali della birra alcolica annullano l’aiuto dei polifenoli. Ma certo non è possibile bere un litro e mezzo di birra normale al giorno, soprattutto durante un allenamento intenso”.

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