Le seguenti regole si riferiscono in particolare al servizio alla spina e alla mescita dalla bottiglia delle birre più consumate: Lager e Pils. Ogni tipologia di birra ha infatti esigenze di servizio differenti, dalla temperatura alla forma del bicchiere che ne esalti al meglio le proprietà, oltre ad alcuni piccoli “segreti” specifici per ogni caso che affronteremo in un altro momento.
La schiuma: alta due dita e ben compatta
Per gustare al meglio una birra ci vuole la schiuma, alta due dita e ben compatta. La schiuma è il filtro naturale della birra, attraverso cui vengono dosati, con eleganza e gradualità, gli aromi del luppolo e del malto. Il gusto della schiuma, più amaro di quello della birra stessa, esalta il suo caratteristico sapore, amplificandone la piacevolezza. La schiuma, infine, protegge la birra dall’ossidazione, mantenendone integri aromi e fragranze e rendendola più buona e digeribile. Non va bevuta, a meno che non si tratta di una birra Stout, per non farlo è necessario alzare il bicchiere fino a quando non si avverte la parte liquida, in pratica bere sotto la schiuma.
La mescita: ha due fasi
La birra va spillata rispettando due velocità: prima lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato circa 45° fino a riempirlo per un terzo; poi, dopo averlo raddrizzato, più velocemente, in modo da far sviluppare la giusta quantità di schiuma. Per una mescita perfetta, alla fine dell’operazione, l’ideale sarebbe lasciare riposare il bicchiere per uno o due minuti, per poi aggiungere gli ultimi fiotti di birra: la schiuma salirà oltre il bordo del bicchiere, sfidando le leggi della fisica.
Il bicchiere:quello giusto
Ciascuno stile di birra ha il bicchiere più appropriato che permette di esaltarne il gusto e l’aroma, aiutando la formazione della giusta schiuma.

Il vetro: sempre pulito e bagnato
Il bicchiere ideale per la birra è in vetro, ben pulito, senza tracce di detergente e brillantante. Prima dell’uso bisogna bagnarlo con acqua fredda, per due motivi: abbassarne la temperatura, in modo da impedire uno shock termico che incida sulla tenuta della schiuma e sulla fragranza del prodotto; eliminare eventuali tracce di polvere. Bolle di anidride carbonica attaccate alle pareti sono segno di scarsa pulizia o di presenza di calcare. Un bicchiere perfettamente pulito e una mescita a regola d’arte deve lasciare all’interno del bicchiere le tracce delle bevute (merletti di Bruxelles).
La temperatura: di frigorifero
Ogni stile ha la sua corretta temperatura di servizio. La regola è che più una birra è corposa ed alcolica, più sale la temperatura a cui berla. Una classica Lager, ad esempio, va bevuta tra i 3° e i 6° C.
La giovinezza: per sapore pieno
La birra, a differenza del vino, va bevuta giovane, quindi evitate di acquistare birre sotto la data di scadenza, quasi sempre proposte in offerta. Come tutti i prodotti “vivi”, più fresca è, più mantiene integri profumi e gusto. Per assaporarla al meglio affidatevi alle indicazioni riportate in etichetta.
La conservazione: in luogo fresco al riparo dalla luce
La birra risente degli sbalzi di temperatura e degli effetti di luce e ossigeno. L’ideale è conservarla in posizione verticale, per ridurre il rischio di ossidazione, in un luogo fresco e pulito, al riparo dalla luce, evitando l’umidità delle cantine. Purtroppo la maggior parte dei Super mercati, non destinano un luogo deputato alla buona conservazione della birra, pertanto consiglio ai palati raffinati di acquistarla presso i Beer shop.
Franco Giarrusso
Presidente MITB